Esposizioni Universali, un viaggio nel passato.

Tocca di nuovo all’Italia. Il primo Maggio si inaugura Expo Milano 2015, il titolo dell’evento è “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, dunque il tema sarà incentrato sull’alimentazione. Oramai ogni giorno i telegiornali ci bombardano con i problemi più imminenti riguardanti l’expo: la conclusione dei lavori è ancora lontana ( gli operai potrebbero continuare a lavorare di notte dopo il primo Maggio per completare la costruzione del padiglione Italia), costi elevati delle opere, tangenti, arresti e più di cinquanta indagati, richiesta di giovani lavoratori o meglio volontari che non vedranno il becco d’un quattrino ma riceveranno solo un buono pasto quotidiano, infine sembra essere sempre più fervente il fronte “No Expo” che avrà un programma di manifestazioni perfino più fitto di quello dell’Expo. Ma non è di tutte queste problematiche che leggerete adesso, né tantomeno delle iniziative e delle attività che animeranno Expo 2015. Io sono il fantasma dell’expo passato e voglio parlarvi di quello che è stato.

Prima di tornare indietro nel tempo alla Londra del 1851 dovrete sorbirvi alcune utili informazioni di servizio: l’Ufficio Internazionale delle Esposizioni (BIE) è l’organizzazione intergovernativa che gestisce le esposizioni, venne creata nel 1928 e divenne effettiva nel 1931. Prima della nascita dell’organizzazione le esposizioni non erano catalogate e attualmente il BIE riconosce alcune delle manifestazioni organizzate negli anni antecedenti il 1931 denominandole genericamente “Esposizioni Storiche”. Il primo protocollo del BIE del 1933 distingueva un’esposizione universale, di lunga durata con argomenti vasti, e un’esposizione internazionale, della durata di pochi mesi con un tema più specifico. Il successivo protocollo del 1972 sanciva la differenza fra le tue tipologie di expo. Infine l’ultimo protocollo del 1988, entrato in vigore nel 1996, prevede la distinzione in esposizione riconosciuta, comunemente detta internazionale, e in esposizione registrata, detta universale che può tenersi ogni cinque anni, deve avere la durata massima di sei mesi con un tema generale, mentre la costruzione dei padiglioni sarà a carico dei paesi partecipanti. L’esposizione riconosciuta può tenersi nell’intervallo di tempo tra due expo registrate, ha una durata massima di tre mesi e un tema più specifico, la costruzione dei padiglioni sarà a carico degli organizzatori. L’Expo di Milano è dunque un’esposizione registrata (universale).

Bene, siete pregati ora di allacciare le cinture o meglio di indossare gli elmetti da lavoro perché la prima esposizione universale fu la “Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations” tenutasi a Londra nel 1851. Per l’occasione fu costruito il celebre Crystal Palace istallato inizialmente ad Hyde Park per poi essere smontato e ricostruito a Sydenham Hill nel 1852, infine fu distrutto da un incendio nel 1936. Non si può non cominciare dal contenitore in questo caso perché il Crystal Palace non fu soltanto l’emblema di quella expo, ma fu soprattutto un capolavoro ingegneristico in grado di veicolare il tema dell’esposizione stessa. Il palazzo fu eretto in soli nove mesi e appariva come una casa di vetro costruita su una struttura di travi d’acciaio, all’interno furono inserite statue e alberi; la costruzione nel suo insieme rappresentava il trionfo dell’uomo sulla natura. I paesi partecipanti furono 25 tra cui l’Impero Ottomano, la Persia, il Regno di Sardegna, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. A Londra si celebrarono i simboli dell’industrializzazione: la macchina a vapore, il carbone e L’elettricità.

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Solo quattro anni dopo, toccò alla Francia di Napoleone III, precisamente l’esposizione si tenne a Parigi nel Campo di Marte. I francesi cercarono di rivaleggiare con gli inglesi costruendo un proprio palazzo avveniristico, il Palais de l’Industrie. Per la mostra, Napoleone richiese un sistema che ordinasse e selezionasse i migliori vini di Bordeaux che sarebbero poi stati proposti ai visitatori. Ma L’esposizione di Parigi fu soprattutto la prima a comprendere un padiglione dedicato alle Belle Arti, tra gli artisti selezionati vi furono Delacroix e Millet. Gustave Courbet, vedendosi rifiutare una serie di opere, decise di esporre nel vicino Pavillon du Realisme e così segnò la nascita di un sistema artistico alternativo che si svilupperà con il Salon de Refusès, voluto da Napoleone III per ospitare le opere degli artisti rifiutati dal Salon ufficiale.

Nel 1876 a Philadelphia si tenne la sesta esposizione universale, l’occasione fu data dal centenario dell’indipendenza americana che fu firmata nella città organizzatrice. Per la prima volta la mostra non venne organizzata in un unico edificio centrale, ma fu suddivisa in cinque padiglioni organizzati per tema. Inoltre furono presentati il telefono di Bell, la macchina da scrivere, il telegrafo di Edison e il ketchup di Henry John Heinz. Il padiglione delle arti, Memorial Hall, è l’unico edificio delle esposizioni storiche tuttora in uso.

Un aneddoto dell’esposizione di Barcellona del 1888 riguarda l’ingegnere Gustave Eiffel che presentò agli organizzatori il progetto per costruire la torre Eiffel, ma ai responsabili sembrò una costruzione costosa e strana. In seguito al rifiuto Eiffel presentò il progetto ai responsabili dell’expo di Parigi che si sarebbe tenuta l’anno successivo, i quali accettarono di costruire la torre col patto di smontarla alla conclusione della mostra.

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L’esposizione di Parigi del 1900, “Valutazione di un Secolo”, ospitò più di 50 milioni di visitatori. Fu costruita la Gare d’Orsay (ora Museo d’Orsay) e in soli tre anni fu completata la linea 1 della Metropolitana di Parigi. L’esposizione vide anche il trionfo del cinematografo dei fratelli Lumière.

Nel 1906 Milano ospitò la sua prima expo nel parco alle spalle del Catello Sforzesco. L’immagine simbolo dell’evento celebrava l’apertura del traforo del Sempione, da cui il parco prende il nome, rendendo possibile la prima linea ferroviaria Milano-Parigi. Il tema fu individuato nel trasporto e in tutto ciò che richiamasse il dinamismo. La mostra doveva originariamente svolgersi nel 1905 ma fu posticipata a causa dei ritardi nella realizzazione del tunnel. Quindi considerando questo precedente tutto italiano non ci si dovrebbe stupire molto degli attuali ritardi.

Expo-Milano-1906-Poster

Ben cento anni fa a San Francisco grazie all’expo si celebrava il completamento del Canale di Panama, la manifestazione venne considerata come una grande opportunità di riscatto per la città dopo il terremoto del 1906.

L’expo di Parigi del 1937 si svolse in un momento storico di grandi tensioni politiche e infatti doveva servire a favorire un clima di distensione tra gli stati europei, ma il futuro dimostrò che lo scopo non sarebbe stato raggiunto. Sui due fronti opposti sia nel sito dell’esposizione, sia negli scontri bellici che di lì a poco si sarebbero susseguiti, c’erano il padiglione sovietico e quello tedesco. Il padiglione sovietico era sormontato da una colossale statua in acciaio rappresentante un operaio e una contadina che reggono la falce e il martello. L’autrice con la sua opera intese portare nel cuore di Parigi (le due figure sembravano camminare da Est a Ovest) una composizione sulla fiducia nel socialismo. Posto di fronte al padiglione sovietico era collocato il padiglione tedesco, un altissimo parallelepipedo di marmo bianco sormontato da un’aquila e da una svastica. Il padiglione spagnolo ospitava la Guernica di Picasso. A Bruxelles nel 1958 il tema della prima esposizione dopo la seconda guerra mondiale non a caso fu “Valutazione del Mondo per un mondo più umano”.

Stamp_Soviet_Union_1976_4601Paris, Weltausstellung, Deutsches Haus

La reazione americana al successo della missione sovietica dello Sputnik fu l’organizzazione dell’esposizione “L’Uomo nell’era dello Spazio” a Seattle nel 1962. I viaggi spaziali erano un tema molto sentito negli anni sessanta, ma il concept dell’expo girava attorno ai contributi americani nella scienza e nella ricerca e mirava a sminuire i risultati del programma spaziale sovietico. Lo Space Needle, simbolo della città, rappresentava la fiducia nelle conquiste della scienza, alla sua sommità era posto un ristorante girevole a 360°, ancora oggi attivo.

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La prima esposizione a tema ambientale si svolse a Spokane (USA) solo nel 1974, fu anche quella ospitata nella città più piccola fino all’inaugurazione di Expo Knoxville 1982 “L’Energia che fa girare il mondo”. L’unica expo in cui fu dichiarata bancarotta durante il periodo espositivo fu quella di New Orleans del 1984.

Il logo della manifestazione di Vancouver “Mondo in movimento-Mondo in contatto” riportava semplicemente la dicitura EXPO 86. Le due cifre erano formate da tre cerchi che rappresentavano i tre elementi in cui è possibile muoversi (terra, aria e acqua), mentre la linea dritta simboleggiava la ricerca continua dell’eccellenza da parte dell’uomo.

Nel 1996 finalmente entra in vigore l’ultimo protocollo del BIE, la prima esposizione di questa nuova era e di un secolo nuovo fu “Umanità, Natura, Tecnologia” tenutasi ad Hannover nel 2000. L’expo focalizzò l’attenzione non tanto sul progresso tecnologico e scientifico del momento, quanto sullo sviluppo e la presentazione di soluzioni per il futuro. Gradi assenti furono gli Stati Uniti che per la prima volta non parteciparono con un proprio padiglione, mentre le 46 nazioni africane si presentarono in un unico padiglione col motto “Il Dono dell’Africa”. I paesi africani, divisi in due gruppi, portarono la loro esperienza sullo sfruttamento dell’acqua e del deserto. Il Kenya presentò una fattoria di farfalle. Nel 1999 i Kraftwerk interruppero la loro pausa musicale e curarono la colonna sonora dell’evento pubblicando il singolo Expo 2000                                        ( https://www.youtube.com/watch?v=tfIDGqMigV0 ).

L’ultima tappa del nostro viaggio è Shanghai, nel 2010 la città ospitò l’expo più costosa e con il maggior numero di partecipanti, più di 70 milioni di persone. Il tema scelto “Better City, Better Life” diede l’occasione di discutere di pianificazione urbana, di sviluppo sostenibile nelle nuove aree cittadine e di riqualificazione del territorio urbano preesistente. La manifestazione vide la partecipazione di 192 paesi e segnò il ritorno degli Stati Uniti. La sera della cerimonia inaugurale un incredibile spettacolo pirotecnico con fasci di luce laser illuminò a giorno il cielo di Shanghai per trenta minuti mentre 6000 grandi sfere di plastica colorate furono fatte galleggiare sul fiume Huangpu;  gli organizzatori lo definirono “il più grande spettacolo luminoso mai realizzato nella storia”. Durante la cerimonia di chiusura la bandiera del BIE fu ammainata e consegnata all’ex sindaco di Milano Letizia Moratti.

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Così finisce il nostro viaggio negli expo del passato, di quello imminente finora ne abbiamo sentito parlare molto ma spesso male. Un fantasma dell’expo passato non può sapere se le aspettative riposte in una esposizione del presente saranno disattese, per scoprirlo, e non solo per questo, dovreste andare all’Expo di Milano. Andate all’expo perché è un veicolo unico di scambio culturale, un luogo per pubblicizzare la propria cultura e conoscerne di nuove. Andate all’expo perché è un punto d’incontro di esperienze, competenze e conoscenze diverse. Infine andateci all’expo per avere un dialogo con persone da tutto il mondo che discuteranno dello stesso tema, si confronteranno, si conosceranno e cresceranno insieme. Magari non andateci proprio a Maggio, neanche a Giugno, può darsi che a Luglio saranno completati i lavori e allora sarà valsa davvero la pena esserci stati.

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